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Intanto son 5

Corsa-5Piccolo post per reclamare la mia quinta presenza ad una gara podistica. Dopo il Running Day di Saronno ho cominciato a sentire qualche problemino in più e pensavo di non farcela, invece sabato sera sotto una pioggia battente mi sono presentato a Gerenzano alla Salus Running inserita nel circuito VAiaMICO. Per me gara sociale, i km da percorrere sono 5 in un inedito percorso da un giro solo comprendente il Parco degli Aironi. Pronti, via. Saremo in  200/250 e subito mi trovo dietro, tutti i miei compagni di squadra sono avanti. Inizio piano e poi sentendo buone sensazioni comincio ad aumentare. Bello così, sorpassare e ancora sorpassare. Anche il percorso ondulato all’interno del parco mi è piaciuto molto. Alla fine riesco anche a lasciare dietro di me due compagni di squadra. Tempo finale 23,04 necessario per percorrere i 5,2 km rilevati dal GPS. Insomma intorno i 4,30 al km. Fino a quando dura? Mah? Peccato non potersi allenare.

Le classifiche <<QUI>>

Mario

Pausa

Mi aspetta una settimana di pausa. Niente podismo, niente MTB e…. niente computer! Ce la faro?

Io vi penserò dall’Agriturismo Il Poggio di Cantagallina bellissimo luogo tra l’Umbria e la Toscana dove rilassarsi è d’obbligo.

A presto….

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Mario

Il diritto di replica a Roberto Radice da Marco Brambilla

Questa è la mail di risposta all’articolo che mi ha inviato Roberto Radice. Un articolo che esprime dei concetti abbastanza duri su Marco Brambilla. Marco che da quanto si evince ci è rimasto molto male. Forse ho peccato di leggerezza ma  forse non facendolo avrei lasciato un mondo di pensieri negativi nascosti che forse è bene che vengano a galla proprio per risolverli.

Ecco la risposta di Marco:

Non conosco questo ciabattone, io se ho qualcosa con una persona sono abituato
a parlare direttamente con l'interessato. Mi piacerebbe che la prima volta che sto tizio mi incontra mi fermi e queste cose me le dica in faccia.
Io non conosco lui, ma Roberto Radice conosce me, ancora più di me, visto che
tutte le belle cose che scrive non le so nemmeno io.
Uno degli organizzatori, Giorgio Girardi mi ha telefonato una sola volta venerdì 20, la sera, mentre in auto stavo tornando a casa, dopo qualche incomprensione gli ho chiesto di richiamarmi, non l'ho più sentito.
Ieri il mio Presidente mi ha chiesto perchè non partecipavo alla Corsa delle Stelle, gli ho spiegato la situazione.
Giorgio Girardi e il mio Presidente si sono sentiti per sistemare la situazione e definire la mia partecipazione alla kermesse.
Ho appena telefonato a Giorgio ed Enrico che mi hanno spiegato com'è andata.
Giorgio ha poi spiegato il tutto anche all'altro organizzatore, Fabio Caldiroli (che dai primi di maggio aveva già inviato altri miei amici, che continuavano a chiedermi, ma tu non corri?)
Ragazzi sono rientrato alle 18.30 da una consegna, è da stamattina alla 8.30 che sono in giro..
Scusatemi, ma non ho più tempo da perdere.
Ora devo ancora chiudere il negozio e correre a casa da mia MOGLIE.
Mi vien da piangere..
Marco Brambilla

Il Pensiero di Roberto Radice

Ricevo e  pubblico lo "sfogopensiero" di Roberto.

Ciao Mario,
non sopporto più certi atteggiamenti opportunisti...
se te la senti e ti ringrazio pubblica pure sul tuo blog.


AMMIRO CHI ARRIVA DA META' GRUPPO IN GIU'
Ammiro chi arriva da metà gruppo in giù. Paga la stessa cifra di iscrizione di chi arriva nelle prime dieci posizioni, ma a differenza di questi, non prenderà mai un premio che dia una piccola gratificazione visibile alla sua fatica. E la fatica è la medesima per tutti, poiché tutti provano a correre sul proprio limite psico-fisico. Ammiro chi arriva da metà gruppo in giù perché la sfida con gli altri non è arroganza, presunzione ma è socialità, condivisione, birra e salamella; perché quando ti chiede “come è andata?” ascolta la risposta e non ti sovrasta snocciolandoti i noiosi tempi delle ripetute fatte in allenamento. Ammiro chi arriva da metà gruppo in giù perché non cerca scuse surreali, lamentazioni del tipo “non sto bene… mi sono allenato poco… ho un problema al tendine… il percorso non era per me”. Ammiro chi arriva da metà gruppo in giù perché saluta, sorride, perde tempo a chiacchierare e dopo la gara, anche se non è andata come avrebbe voluto, è più gioioso. Ammiro chi arriva da metà gruppo in giù perché lui o lei corrono realmente con e per passione autentica.
Trovo ridicolo e misero colui che arriva nelle prime dieci posizioni e che quando ritira il premio sul podio a fatica stringe la mano agli altri avversari. Trovo ridicolo e misero colui che arriva nelle prime dieci posizioni e che nemmeno ti chiede “come è andata?” – a lui interessa solo se stesso e la sua prestazione – ma immediatamente ti dice che poteva andare ancora più forte, snocciolandoti i cabasisi con i tempi delle ripetute in allenamento. Trovo ridicolo e misero colui che arriva nelle prime dieci posizioni e che anche quando vince esibisce scuse, ha sempre una tendinite che lo limita, una contrattura che non gli permette di correre al meglio. Trovo ridicolo e misero colui che arriva nelle prime dieci posizioni e che ti saluta solo quando ti batte e se invece è stato battuto il suo viso è una maschera nera di insoddisfazione. . Trovo ridicolo e misero colui che arriva nelle prime dieci posizioni e che corre solo se sa che alla partenza non c’è l’avversario di sempre che lo batterà come sempre, che corre se in palio c’è qualche soldino come montepremi.
Ho avuto e ho la fortuna di allenarmi con atleti veri, con ragazzi che hanno praticato l’atletica a livello nazionale e internazionale. Quelli che si possono definire campioni. Si impara tanta ma ci si ridimensiona anche tanto. Noi altri siamo poco più che ciabattoni. Dico questo per dare il nome adeguato alle cose, alle persone perché qui siamo nel paese delle falsificazioni, dei furbi e degli opportunisti.

Marco Brambilla, il campione della San Marco. È stato chiamato al telefono ripetute volte per chiedergli se volesse correre la gara ad invito a Busto Arsizio. Il campione, ha affermato di non voler correre. Il suo posto verrà preso da un altro atleta che ha desiderio e voglia di correre questa affascinante gara in centro città. Se non che – a due giorni dalla gara - il diretto rivale del campione bianco blu al giro del Varesotto, Matteo Raimondi, dichiara sul suo blog che non correrà la tappa di Busto del Giro per concentrarsi esclusivamente per la gara a invito.
Marco Brambilla, venuto a conoscenza della notizia, chiama gli organizzatori della Gara a invito chiedendo a tutti i costi un pettorale che non c’è più. Ora anche lui vuole correre, vuole essere tra i partenti della gara delle Stelle.
Il campione vuole ora vuole correre, vuole prendersi quattro soldini, vuole apparire in tutta la sua forma atletica in mezzo al pubblico bustocco. Ha atteso le mosse degli avversari e poi chiede il tappetino rosso per la sfilata, detta le condizioni. Forse sono stati questi onorevoli motivi a fargli cambiare idea? L’invito era stato offerto e lui aveva declinato.
Marco Brambilla, il campione, ti ammirerò se correrai la Gara delle Stelle perché arriverai da metà gruppo in giù e forse, solo allora, non ti comporterai come colui che, ridicolo e misero, arriva nelle prime dieci posizioni pur essendo poco più che un ciabattone, come chi scrive.

Roberto Radice

Quanti atleti della Provincia di Varese al Cross di Paderno?

correre Mi sono chiesto, ma quanti atleti della nostra provincia erano presenti domenica a Paderno Dugnano per il cross? Mi sono messo così a spulciare la classifica e ho messo insieme un po’ di numeri.

Il totale degli atleti che hanno portato a termine le tre gare sono stati 500. Gli atleti della nostra provincia arrivati al traguardo sono stati invece 124. La società che in assoluto l’ha fatta da padrone è stata la giallonera Atletica Casorate con ben 47 atleti. Segue a debita distanza con 18 atleti il Runners Valbossa seguito dall’Atletica Verbano con 13 atleti. Via via gli altri. Una cosa tra le società mi è balzata all’occhio e cioè che uno squadrone come l’Atletica San Marco abbia avuto al via solo 6 atleti. Mi è parsa una cosa strana al contrario dell’entusiasmo manifestato dagli atleti di Casorate. Domenica 30 si replica, si gioca in casa, vedremo se i numeri lieviteranno. Chi volesse dare un’occhiata alla tabella può farlo cliccando <<QUI>>.

Buone corse a tutti,

Mario

Che podista sono?

podismo2 In questi ultimi giorni mi sto dilettando in qualche timida uscita giusto per capire se i miei tendini salteranno o se riusciranno a portarmi fino al cross del Vallone. Vorrei riuscire a correre almeno una gara quest’anno e spero proprio di riuscirci. All’inizio i miei tendini achillei (si può dire?) tengono in quanto la velocità è molto bassa ma già adesso dopo qualche uscita mi rendo conto di andare già più velocemente caricando così maggiormente le mie articolazioni ormai logore. Vedremo. A fare foto e filmati sono sempre in tempo, nel caso l’infiammazione rispuntasse all’improvviso, come di solito fa. Due metri prima niente, due metri dopo solo cammino… Ma non è di questo che volevo parlare. Mi sono accorto che il mio abbigliamento podistico è ormai datato, anche quello societario,  e questa sera ero abbigliato con una marea di colori diversi. Mi sono così soffermato a pensare a quei podisti che spesso vedo passare e in cui ho notato qualcosa di “strano” senza però pensarci mai seriamente. Vado così ad elencare quello che la memoria mi propone. Il podista che più mi fa impazzire è quello che corre col K Way antipioggia. Me lo immagino tutto fradicio con gli indumenti zuppi come non mai e per che cosa poi, perdere un po’ di liquido che viene subito recuperato con la prima bevuta? C’è poi quello che corre con la maglia della squadra del cuore, magari quella comperata alle bancarelle fuori dallo stadio che non lasciano traspirare il sudore neanche a pagare. Di solito sono calciatori che si dilettano in qualche partita serale e che tentano in questo modo di rimettersi in forma anche se la loro andatura è praticamente la nostra quando recuperiamo dopo una ripetuta… C’è poi il giocatore di basket che alla maglietta di cotone abbina i lunghi pantaloni da pallacanestro in un mostruoso abbinamento. A volte abbinano anche come calze i lunghi tubolari in cotone che usano nelle partite, per non parlare delle fasce tergisudore. Chi mi fa impazzire è poi il ciclista che nel periodo invernale si allena lungo le strade indossando la maglia sociale con tanto di tasche sul retro e migliaia di sponsor in bellavista. Ci sono poi quelli che ormai più vicini ai 50 che ai 40 che scoperta la voglia di fare un po’ di moto sfoggiano magliette e canottiere da brivido resti di una passata gioventù che si attaccano aderenti dove una volta c’era il ventre piatto e che ora sembra una gonfia zampogna. Per non parlare dei pantaloncini che a volte tirano sulle cosce rischiando di strapparsi. Chi è alle prime armi va di certo perdonato, ma la ricerca di consigli prima di cominciare di certo non guasterebbe,  se non altro per il semplice pudore verso gli altri che ti vedono correre. Chiudo, e di certo avrò tralasciato tante situazioni bizzarre, con un episodio che mi è capitato di vedere in valle Olona a settembre. All’ingresso della ciclabile ho visto una coppia di fidanzati che si apprestavano a cominciare la loro corsetta. Peccato che entrambi appena entrati sullo sterrato abbiano messo gli auricolari di qualche lettore mp3 sulle proprie orecchie. Io dico se si va a correre in compagnia e poi ci si isola con la musica tanto vale correre da soli. Dov’è che va a finire il dialogo? Il bello di correre in compagnia è proprio che il tempo scorre più veloce se si chiacchera. Buone corse a tutti e… vestitevi bene che vi osservo!

Grazie e Buone Feste a tutti!

imagesCA2Q5RY3In attesa della ripresa delle gare godiamoci questo breve momento di pausa e approfittiamone per rilassarci e ricaricare le batterie. Lo so che la maggior parte di voi non mollerà un metro alla strada ma almeno provateci. Un piccolo periodo di sosta non potrà che farvi bene. Io voglio comunque ringraziarvi per avermi fatto sentire la vostra presenza con tante visite al mio blog, alle foto e ai miei video che spero siano stati utili come ricordo delle vostre gare. E’ stato un anno intenso dove si è formato un bel gruppo che spero possa crescere di unità nel futuro. Il club della salamella ne è un esempio tangibile. Teniamo duro e stiamo tutti uniti che l’unione fa la forza e chi magari si trova in un periodo di scarsa “forma” sia fisica che mentale può trarre supporto morale dagli altri, come successo ultimamente. Concludo augurandovi di passare delle feste spensierate che vi diano i giusti stimoli per l’anno nuovo che si sta avvicinando. Grazie ancora.

Mario

Il mercato nascosto dei podisti

Riflessioni del nuovo presidente dell’Atletica Casorate, Adriano Carù

Articolo tratto dal sito dell’Atletica Casorate e da me ritenuto interessante in quanto prima di adesso non avevo mai affrontato un tema del genere. La nostra o la mia realtà amatoriale rimane molto lontana da certe tentazioni.

Dice Adriano:

volevo fare delle riflessioni, magari coinvolgendo anche Presidenti e responsabili delle altre società podistiche della provincia, su alcuni episodi che devo dire mi hanno un po' infastidito in questo ultimo periodo.

Premetto che queste sono riflessioni da "romanticone" della nostra attività sportiva, che magari mal si adattano a questi tempi concorrenziali e premetto, anche a scanso di inutili discussioni, che ognuno di noi è libero di fare ciò che meglio ritiene si adatti al suo modo di pensare e vivere le cose, che ritengo siano e debbano essere un hobby.

Ora, rispettando i concetti che credo siano alla base della nascita e crescita di qualsiasi gruppo che fa atletica a livello amatoriale e cioè il divertimento e l'aggregazione, come società nel nostro caso abbiamo assolutamente sempre accettato l'idea di soci che se ne vanno e naturalmente che vengono da altre società.

Le motivazioni di questi "trasferimenti" sono sempre state nella grandissima maggioranza dei casi nell'ottica tipicamente amatoriale e quindi derivate da:

- simpatie, antipatie
- amicizie e/o situazioni comuni di allenamento
- trasferimenti in città/regioni diverse
- dimensione società (o troppo piccola, o troppo grande)
- servizi offerti o meno
- etc..etc..

insomma le classiche cose che si guardano quando ci si inserisce in gruppi che fanno un qualcosa per passare il tempo nel migliore dei modi. Tutto questo tenendo sempre ben presente l'aspetto competitivo, in quanto fa parte del gioco; personalmente non mi divertirei se non ci fossero i miei compagni di squadra con cui confrontarmi (oggi mi hai battuto, ma aspetta domani.. e vediamo). Aspetto competitivo che per forza di cose comporta avere degli atleti che spiccano sugli altri perchè o mamma natura li ha dotati o perchè si allenano tantissimo.

Ora, andando al sodo, mi (ma direi ci) ha dato fastidio venire a sapere che alcuni atleti di una forte società abbiano contattato praticamente tutti i nostri migliori portacolori (anche quelli storici) offrendo loro anche soldi (se le voci sono esatte) per andare a correre con loro. Ritengo la cosa poco corretta e non so quanto guidata dall'alto, poco corretta perchè va contro quegli aspetti a cui ho accennato prima ed inoltre va a svilire il lavoro che chiunque collabori alla gestione delle nostre società fa quotidianamente.

Ci facciamo un mazzo tanto per trovare soluzioni aggregative, pensiamo sempre a come far divertire i nostri soci in modo tale che siano un po' riconoscenti del lavoro fatto, cerchiamo di non fare distinzioni e riconoscere un po' di merito a tutti, e certamente a volte sbagliamo nel farlo e magari veniamo puniti ed il socio se ne va; ma questo fa parte dell'ambiente amatoriale senza che venga inquinato da logiche prettamente di compravendita. Logiche che poi a volte sono solo specchietto per le allodole in quanto le promesse non vengono mantenute e l'atleta si trova in una poco piacevole spirale del chiedere e richiedere ciò che gli spetta e bla.bla..bla..

Se a volte noi vinciamo come gruppo lo dobbiamo a tutti coloro, e sono tanti, che dandoci fiducia seguono i nostri dettami sul fare quella gara per tentare di vincere, ci sono i ragazzi e le ragazze che fanno cento punti e altri che ne fanno uno e magari vinciamo per un punto ed allora chi conta di più'?

Quindi concludendo direi che noi siamo decisamente contro queste logiche ed anche contro il vociferare sottobanco che disturba il nostro "gratuito" lavoro quotidiano.

Adriano Caru'

Allego risposta da parte di Massimiliano Montagna, Atletica Palzola. Responsabile sito web della società medesima. Cliccate <<QUI>> (è su Facebook)

“Big” Matteo Raimondi ci spiega che…

A seguito dell’articolo precedente dove si fa riferimento ad una frase “contro” Matteo Raimondi il quale viene invitato a non partecipare a gare riservate ai “tapascioni” lo stesso mi posta un commento che riporto qui sotto:

Matteo Raimondi Eh eh, eccomi qua tra i miei amici preferiti di web. Voi spesso nei vostri commenti sempre affettuosi mi chiamate campione o mi considerate come un big. Ma purtroppo se mi esamino so di essere solo un corridore di provincia che sta attraversando un buon momento di forma e che si sta divertendo a gareggiare dove lo chiamano gli amici o dove capita nei momenti liberi dal lavoro. E devo dire che mi sto togliendo delle belle soddisfazioni non tanto per le vittorie (che son sì belle ma che vi assicuro non danno nessuna gioia in più che arrivare terzo, decimi o anche più dietro ma con tenacia) ma son contento perchè sto gareggiando con tutti quegli amici che fino ad ora mi hanno bastonato (nel senso affettuoso) nelle gare passate e che ora mi sto lasciando dietro in duelli esaltanti e leali come piacciono a me.
Io purtroppo decido dove gareggiare quasi sempre il giorno prima perchè facendo i turni non so mai quando sono libero e quindi alla fine scelgo sempre gare vicine. Le gare Fidal o di alto livello come spesso le si chiama invece chiudono le iscrizioni parecchi giorni prima quando non so neppure se devo o no lavorare. Lo stesso vale per il giro del Varesotto che vorrei fare ma che non so neppure se farò o per le gare in pista o per altre gare di montagna fuori regione. Lo so, sono un po’ strano ma decido sempre all'ultimo forse perchè relego la corsa (pur se sembrerebbe la mia passione preferita) in secondo piano rispetto ad altre cose. Scelgo anche le gare anche se mi piaccio o no e se per caso ci avevo già vinto perché non ritornarci? Mi ci affeziono anche se quando arrivo alla partenza mi guardano male.
Per quanto riguarda invece i veri top runners che vanno a gareggiare nelle garette certo, possono in un primo momento dare fastidio ma poi pensi che ognuno è libero di andare dove vuole e ti impegni per provare a stargli assieme il più possibile. Se son più forti di me amen, vorrà dire che arriverò nella posizione che mi spetta tanto mica corro per professione e ne per soldi. E poi dicendola tutta non siamo mica collezionisti di vittorie. Fra due mesi nessuno si ricorderà delle gare che ho vinto. Fra due anni se ora smettessi di correre nessuno si ricorderà neppure del mio nome. Non saremo certo giudicati in base ai nostri piazzamenti. E allora a cosa serve allenarsi e faticare? Spendere il nostro tempo per cose che svaniranno come cenere nel vento?
Beh forse sono uscito un po’ fuori strada ma comunque la mia risposta a queste domande esistenziali è che corro in quanto la corsa è mia maestra di vita e mi insegna tutto sia a livello umano che spirituale. La corsa ti da pace e ti permette di stare da solo e nello stesso tempo assieme agli altri. E poi vi ricordo che il buon Dio ci ha messo dentro anche quel leone agonistico che morde e ruggisce e che ci insegna a non mollare mai e a dare tutto ma sempre con lealtà, onore, amicizia ed umiltà.
Ma tornando sull'argomento dei top Runners che scelgono le gare dove sanno che faranno poca fatica. Spesso lo fanno perchè hanno in programma un medio e non vogliono farlo da soli. La gara di media difficoltà diventa così l'occasione per allenarsi in compagnia e soffrire un po’ di meno. Se andrebbero a fare una gara dove sanno che si viaggia al loro limite non si allenerebbero più bene ma spenderebbero energie inutili e a furia di far così ne avrebbero la nausea. E' anche forse per questo che vari atleti come Finesso, Ouyat, Oukhrid (ma adesso meno) e molti altri atleti di livello nazionale scelgono le serali di paese per allenarsi e nello stesso tempo per divertirsi assieme agli amici e perchè no vincere che anche se non ha un vero senso esistenziale è comunque il motivo che spinge la maggior parte degli agonisti ad allenarsi. E vincere con un po’ meno di fatica non è certo degradante ma anzi lo reputo un atto di saggezza. In fondo lo sapete bene che correre a tutta si soffre… siamo mica 365 giorni all’anno masochisti !!
Mamma mia se mi sono dilungato…
Se questa sera riesco e se ci siete magari a Casorate per il 5000 magari ci vediamo la e grazie ancora per l’affetto che sempre mi dimostrate.

Matteo

A chi da fastidio?

Butt: La Gloria, 1925 Ho seguito la discussione sul blog di Matteo Rimondi in merito alla sua partecipazione alla gara di Borgomanero, cha tra l’altro ha vinto. A seguito del suo bell’articolo (leggi <<QUI>>) si sono propiziati tanti commenti tra i quali quello di Mimmo il quale dichiara che “forse a volte certe gare bisognerebbe davvero lasciarle ai “tapascioni”… Un big deve misurarsi in ben altre gare e non cercare le gare di basso livello x primeggiare”.


Ora chi conosce bene Matteo sa che tipo di ragazzo è e di che pasta è fatto. Non ci dovrebbe neanche sfiorare la mente che lui vada a cercarsi le gare per poter primeggiare anzi… Però il ragionamento di Mimmo è quello che in molti fanno. Quando a delle “garette” di paese si presentano dei “big” o perlomeno degli atleti assoluti e non amatori in tanti storcono il naso. Io stesso anche se non mi avvicinavo alle prime posizioni ero combattuto se pensare di essere contento che ci fosse qualcuno importane o se “ma guarda questo qui, viene sempre per portar via i premi facilmente”. Per esempio nella nostra gara organizzata dall’oratorio era sempre presente tutti gli anni lo stesso forte atleta che inevitabilmente vinceva. So per certo che anche oggi in tanti paesi le cose funzionano ancora così. Un anno addirittura ho visto lo stesso atleta vincere la garetta al mattino e poi rivincere al pomeriggio in un’altra! La soluzione non esiste in quanto è chiaro che ognuno è libero di correre dove vuole anche se magari non bisognerebbe insistere nel voler vincere sempre in quelle gare dove si è certi di non avere avversari. Va bene la gloria ma così è proprio effimera….


Mario

Prendiamo in esame il caso Civiello

Squalifica di 12 anni per Gaetano Civiello da parte del Tribunale Antidoping. Ecco la sentenza:

 Gaetano Civiello Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto dal dott. Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico del Sig. Gaetano Civiello, visti gli artt. 2.2, 2.6 e 2.8 del Codice WADA, rilevati gli illeciti commessi ex artt. citati del Codice WADA, ha inflitto al Sig. Gaetano Civiello la sanzione della squalifica per 12 anni (dodici), con decorrenza dal 20/04/2010 e con scadenza al 19/04/2022. Dispone che la presente decisione sia comunicata alle parti, alla FIDAL e alla Società di appartenenza all'epoca dei fatti (Società Tommy Sport La Valle del Lura). Riserva per il deposito della motivazione il termine di giorni 30.

L’atleta in questione era già stato inibito dalla federazione Udace di ciclismo e adesso anche la Fidal ha preso provvedimenti su di lui. <<Qui>> potrete trovare anche una sua dichiarazione di non colpevolezza risalente alla prima squalifica, una lettera scritta alla redazione di Podisti.net. Dal sito del quotidiano La Repubblica apprendiamo in uno stralcio di articolo che “Inibito a tempo indeterminato già dall'udac-csain (unione degli amatori di ciclismo europeo aderente al settore sport e tempo libero dei centri sportivi aziendali e industriali), Civiello era "inseguito" dalla procura del Coni dal 2000-01, quando però evitò il deferimento perché, in maniera molto tempestiva, rinunciò al tesseramento. Chiuso con il ciclismo, Civiello si è riciclato come podista e la squalifica fa riferimento proprio al periodo del tesseramento per la Fidal e per la società di appartenenza all'epoca dei fatti contestati (Tommy Sport La Valle Del Lura), venuti alla luce in seguito ad una nuova inchiesta penale. Gli illeciti commessi da Civiello sono da riferirsi agli articoli del codice wada 2.2 (Uso o tentato uso), 2.6 (Possesso di sostanze proibite e ricorso a pratiche illecite) e 2.8 (Cessione di sostanze proibite o induzione all'utilizzo di sostanze o pratiche proibite)”

Ora io voglio riportare l’attenzione sul fatto che un atleta squalificato per una federazione possa tesserarsi per un’altra. Possibile che non ci siano norme comportamentali in merito. Già l’anno scorso, prendendo spunto da questo fatto era nata una discussione in merito. Su Atleticanet.it era presente un bell’articolo in merito e sul blog del gruppo podistico Marathon Max si era accesa una bella discussione che oggi torna di attualità. Se questo signore o quelli come lui possono ritesserarsi per altri sport la lotta al doping, e per giunta in campo amatoriale, non si vincerà mai. Magari se squalificato dalla FIDAL uno potrebbe iscriversi ad un ente affiliato (CSI, UISP ecc) e non so se qualcuno possa fare controlli in merito. Purtroppo penso anche che tanti atleti che pur di vincere qualche misero premio nelle gare di paese siano disposti a cedere al farmaco miracoloso….

Cosa c’è nella tua borsa? Non chiedetelo alle ragazze però!

borsone La scrupolosità nella cura dei dettagli è quasi la normalità per molti podisti. Si fa di tutto per arrivare preparati alle gare che più ci interessano. Curiamo al meglio gli allenamenti, l’alimentazione e il materiale tecnico che ci occorre, soprattutto le scarpe. Ma c’è un oggetto che è parte integrante della vita di un podista: la borsa. Lei ci segue ovunque noi andiamo, ne esistono di varie misure, alcuni ne hanno di enormi altri poco più grandi di una 24 ore. Io non ho mai ficcato il naso nelle borse degli altri per vedere cosa hanno ma penso si potrebbero scoprire cose interessanti. Cosa deve contenere una borsa prima di una gara? Senz’altro l’abbigliamento tecnico, composto in genere dai pantaloncini e dalla canotta. Le scarpe da gara e magari un paio di ciabatte e un accappatoio in caso si voglia fare la doccia. Se fa freddo dei capi lunghi per le braccia e le gambe e i guanti. I ricambi puliti per il dopogara. Insomma le cose più ovvie. Ma le vere cose importanti sono altre e ognuno personalizza la borsa con queste. Nella mia non mancavano mai delle spille di riserva per il pettorale, dei legacci di scorta, avevo la chiavetta per togliere i chiodi alle scarpe chiodate legata con un filo alla borsa in modo che non potessi perderla (come mi è successo una volta). Ho anche sempre tenuto un vecchio completino di scorta nel caso mi dimenticassi di quello ufficiale. Poi pettine, una bottiglia d’acqua per risciaquarsi un poco appena finita la gara (sembra una stupidata ma serve a togliere il sale soprattutto quando fa caldo). Cerotti in abbondanza, anche se non ne ho mai usati per fortuna. Una copia della carta d’identità, perchè? Boh? Delle penne, alcuni pettorali vecchi, una borsetta tipo portapenne per infilarci tutto quello che era piccolo e udite udite una chiave di scorta dell’auto limata quasi interamente della parte di plastica in modo che desse meno fastidio infilata nella tasca interna dei pantaloncini. Avevo anche un rotolo di scotch, degli elastici e una bussola che usavo quando mi dilettavo a fare gare di orienteering. Ora non voglio dilungarmi troppo con questo elenco però mi chiedo: ma voi cosa avete nelle vostre borse? Io penso che la cosa più importante che non deve mancare mai da nessuna borsa sia….. lo volete sapere? Forse avete già capito. Comunque se siete curiosi di sapere quale è la cosa che non può mancare mai e dico mai da nessuna borsa basta cliccare <<QUI>>.

Ciao e… controllate che nalla vostra borsa non manchi niente prima della prossima gara, mi raccomando!

Soddisfatto!

L’unico sfogo sportivo che ho durante l’anno, visto che non posso correre, è fare qualche giro in mountain bike. Da novembre è ferma in cantina ma da qualche giorno, complice un lieve innalzamento delle temperature, sta rinascendo la voglia di uscire a pedalare. Oggi pomeriggio mi sono deciso, sono in ferie e la temperatura segna 13 gradi: esco!

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Non ho l’equipaggiamento invernale adatto, cosi mi metto una felpa pesante dei guanti e dei pantaloni da sci di fondo. Alle 15,30 ricomincio a pedalare ufficialmente. Devo essere in forma per la visita medica che farò ai primi di maggio dove nella prova sotto sforzo sulla cyclette esco sempre morto… Mi dirigo verso la pista ciclabile della valle Olona che da casa mia dista circa 7 km. Per farlo passo davanti al distributore di Gorla dove l’altro giorno è avvenuto l’omicidio del benzinaio, il signor Canavesi. Un cognome che mi evoca ricordi da ragazzo quando correvo in bicicletta, il padre era un corridore molto conosciuto nella zona. Entro nella ciclabile sotto la pista di Olgiate Olona e mi dico: “chissà se incontro qualcuno che conosco”. Pedalare è abbastanza faticoso vista la prolungata inattività ma il paesaggio è stupendo e l’Olona scorre placido aspettando la bella stagione. Qua e la persone che passeggiano, tanti portano a spasso il cane e in un attimo sono a Fagnano e decido di tornare indietro. Sulla via del ritorno un podista si avvicina di buon passo, mi sembra di riconoscerlo, ma si!

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è Matteo Raimondi che uscito dal lavoro si sta allenando. Mi affianco a lui e mi offro di accompagnarlo. E’ diretto verso Torba e deve fare 1h e 30 di allenamento, si viaggia chiaccherando del più e del meno al ritmo, di 4’30’’ al km circa e mi sembra che chi fa fatica sia io anche se non lo faccio capire (soprattutto nei falsopiani in leggera salita) mentre lui sembra passeggiare. Si arriva velocemente nei pressi del Monastero di Torba e io decido di riprendere la strada di casa e sono un po’ preoccupato perchè per farlo devo farmi la salita che porta alle Ceppine. Bene o male riesco ad arrivare a casa stanco ma felice di un bel pomeriggio sportivo con la classica ciliegina sulla torta proprio nel mezzo! Forse mentre sto scrivendo Matteo sarà arrivato alla macchina ed avrà concluso anche lui la sua fatica sperando che sia rimasto soddisfatto del suo allenamento quanto lo sono stato io. A volte basta poco…

Mario



Chi guarda i miei video?

E’ passato un anno dal primo video caricato su Youtube come CorsAmica. I contatti fino ad oggi sono stati più di 13.000. Youtube, come potete vedere dall’immagine sotto, riesce a dividere i contatti per fasce di età. Se la statistica è vera vuol dire che la maggior parte di essi appartiene alla cosiddetta mezza età (ad essere magnanimi), cioè dai 45 ai 54 anni. Mi viene da pensare se anche le nostre gare riflettono quello che la statistica dice, cioè se l’età media di chi partecipa alle competizioni delle province di Varese, Como e Milano sia in effetti così alta. E’ vero che la maggior parte delle gare filmate si riferiscono a gare Fidal Amatori però è possibile che l’età di chi gareggia si stia alzando? Io spero che non sia vero e mi illudo che chi “è giovane” non abbia tutto quell’interesse nel vedere filmati e si preoccupi d’altro… Si può anche notare che i contatti vengono per il 79% dai maschi e per il 21% da femmine.

C’è un’ultima cosa che non capisco: come fa Youtube a conoscere l’età di chi si collega?

Boh?

Youtube

Più mulo o cavallo?

l'uomo
che corre l'ora del gallo
polmoni che gonfiano
le costole
di un'aria di metallo
e gomiti di treno
sara' piu'mulo o cavallo
i piedi si spaccano
di collera
martelli sul terreno

comincia così Dagli il via, canzone di Claudio Baglioni, l’ho sentita questa mattina alla radio e mi è rimasto in mente il pezzo “sarà più mulo o cavallo”. In questo periodo di attesa prima di diventare di nuovo “operativo”, il 24 al cross del Vallone, stò alla finestra leggendo le gesta degli altri blogger che, chi più chi meno o hanno già ricominciato a gareggiare o si stanno impegnando al meglio per affrontare la prossima stagione. mulo_nuovo Sarà più mulo o cavallo? Se pensiablack-horse-running-in-green-meadowmo ai podisti, quanti di questi sono muli e quanti cavalli? Ma come dare un giudizio? Si potrebbe pensare che il podista “mulo” è quel podista che piano piano macina migliaia di km e senza lamentarsi. Potrebbe anche essere il podista visto come la negazione dello stile, inteso come eleganza nella corsa, ma anche un podista cocciuto che si rifà a delle personali convinzioni e si allena seguendo delle tabelle tutte sue e guai a dargli dei consigli! Mulo è anche il tapascione, inteso per la velocità media con cui affronta le competizioni, di solito molto basse.  E il cavallo? Bello! Nero! Elegante! Corridore veloce che sembra sfiorare il terreno durante la corsa, con una facilità di  movimento che non ha eguali. Ma quanti si sentono cavallo o meglio quanti sono i podisti che si meritano questo titolo? Io penso che i cavalli “veri” siano ben pochi, una elite minoritaria, soprattutto tra noi amatori. Per fortuna esistono varie specie di cavalli e ognuno di noi può sentirsi cavallo fino in fondo senza sentirsi sminuito. Insomma, quanti non sanno di essere muli e pensano di essere cavalli? E quanti di noi sono partiti come muli e piano piano si sono ritrovati ad essere cavalli? Forse non importa a quale categoria apparteniamo l’importante è che abbiniamo la determinazione del mulo con le qualità del cavallo per poter arrivare alla fine della stagione contenti per quello che è stato fatto. E… come ho già scritto in un post precedente, non è importante che tu sia mulo o cavallo, l’importante è che cominci a correre!




Il nuovo regolamento Fidal, facciamo chiarezza?

Scrivo da ignorante che ne vuole sapere un po’ di più. E’ stato pubblicato da poco il regolamento FIDAL per il 2010. La cosa che balza all’occhio è la differenziazione delle gare in “A” e “B”. (nel post precedente trovate tutti i link). Le gare della nostra zona rientrano praticamente tutte nella categoria “B”. Se facciamo riferimento a quanto scritto nel suddetto regolamento (art 5) gli atleti affiliati alla FIDAL possono partecipare solo a gare della propria regione a meno che queste non siano gare definite Nazionali. Ora spulciando vari post e chiedendo in giro vengo a conoscenza del termine “interregionale” che sembrerebbe una spece di escamotage delle varie federazioni (e società) regionali per permettere agli atleti di partecipare a gare nelle regioni vicine. Ora io vorrei capire perchè se sono in vacanza in Puglia non posso partecipare ad una gara Fidal pur essendo in regola con il tesseramento. La Fidal oltre al regolamneto dovrebbe pubblicare anche le ragioni di tali decisioni. E’ palese che io mi riferisco principalmente al mondo degli Amatori che mi sembrano i più penalizzati e che portano più soldi alla federazione (e non solo a lei) e anche perchè conosco poco il mondo degli Assoluti. Comunque tornando al termine interregionale non so in quale parte delle norme Fidal sia collocato, ho trovato però questo stralcio nel calendario invernale lombardo 2010 dove si evidenzia il termine interregionale e si conferma la possibilità di partecipare alle gare delle regioni limitrofe (leggete le ultime righe) e non solo. Aumenta però il costo per le società organizzatrici. E’ ovvio, e qui faccio un esempio, che una società a cavallo tra Piemonte e Lombardia sia praticamnete “obbligata” ad organizzare una gara interregionale per avere più partecipanti possibili. Qui potete consultare il documento:


2010-Regolamento Lombardia_Page_12


Ora se qualcuno mi aiutasse a fare chiarezza lo ringrazio molto anche perchè ritengo che molti ne siano completamente all’oscuro e potrebbero arrivare ad una gara e ritrovarsi a non poter gareggiare… (come minimo)

2010: l’importante è……. CORRERE e… non solo.

Quella originale:

Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole una gazzella si sveglia, sà che dovrà correre più del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole un leone si sveglia, sà che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame.
Ogni mattina in Africa, non importa che tu sia un leone o una gazzella, l'importante è che tu incominci a correre.

africa2

Detta da Aldo (di Aldo, Giovanni e Giacomo):

Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole una gazzella muore....una gazzella si sveglia già morta, perchè non stava bene già il giorno prima.
Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole un leone si sveglia, comincia a correre, per evitare di fare la fine della gazzella del giorno prima, solo che quando inizia a correre vede la gazzella del giorno prima, e quindi dice: "ma che corro a fare stamattina, la gazzella è già quì, visto che ci sono ci tiro due smozzicate".
Intanto, da lontano, si avvicinano la iena e lo sciacallo che dicono:

  "scusa leone, ma stamattina non si corre?"
  "eh no! Perchè c'è la gazzella gia quà"
  "ma come, ci siamo allenati tutta la settimana, mi sono comprato anche la tutina nuova."

Comunqe la morale è:"Ogni mattina in Africa, non importa che tu sia un armadillo o un pavone, l'importante è che se muori me lo dici prima."

Insomma adesso niente più scuse, quello che è stato fatto nel 2009 è il passato. Rimbocchiamoci le maniche e ognuno faccia il proprio dovere. Chi corre corra chi scatta scatti e chi filmi filma.

Buon 2010 a tutti!!!


Live!

Dani e il Pimpe


Ho deciso di pubblicare la mia foto sul profilo del blog al posto delle scarpette. Sono tuttora indeciso su quanto lasciarla. Ho deciso di farlo dopo che, riguardando le foto di domenica alla mezza di Busto, mi sono accorto che in una foto oltre a  Daniele c’era il Pimpe, altro blogger. Non lo avevo riconosciuto anche se vado spesso a leggere il suo blog, magari vedendo la mia di  foto sul blog mi avrebbe magari riconosciuto lui. Già in un paio di occasioni mi è stata fatta notare questa carenza. Qualche persona a cui mi sono presentato mi hanno fatto notare  che praticamente io sia anonimo. CorsAmica senza volto! Adesso proviamo a vedere cosa succede, non che abbia tantissimi contatti, si intende! Quello che mi ha tenuto nell’anonimato fino adesso è che così sono libero di muovermi, filmare e fotografare senza che qualcuno si fermi a chiedermi: “mi fai una foto?” come succede spesso con Artuto. (Agli amici la faccio volentieri lo stesso!!!).


Arturo  Matteo Daniele (Dani-half-maratho)  e Beppe (Playbeppe)


Complimenti a tutti i Bloggers e non, che conosco, per l’impegno che state dando alla causa del podismo. Causa da me ormai persa da qualche anno…


Antonio (Sito Atletica Casorate) Valerio (Athlon Runners) Antonio (Onemarathonforcapasso2005)


Qui vi raffiguro, (anche se mi manca il Rancati che è una categoria  a se…), spero che in un prossimo futuro possa aumentare la quantità di mie conoscenze nel mondo dei bloggers


Mario.


Siete caldi?

Bene bene bene, le polveri si stanno scaldando... e forse anche il tempo.
Mulè fa sempre notizia, è un personaggio e così bisogna trattarlo.
Una volta il bastone e una volta la carota.
Forse di più il bastone, ma se lo cerca.
Comunque mette il sale e anche il pepe nelle competizioni e anche quelli delle altre squadre ci tengono a batterlo...
Quando ci divertiamo con la prossima gara?
by CorsAmica

Uomo avvisato...


marathon
17 giugno 1.02
grande Mulè sempre in forma ..ma grandissimo Giacomo che gli tiene testa
nonostante i 13 anni in più (e non sono pochi)...
occhio che tra un pò
arrivo anch'io.........